Premiato un mio nuovo racconto. 11/09/2011
Si tratta di "Mare intermedio", un inedito scritto per il concorso "Una piazza, un racconto" indetto dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli. Premiazione il prossimo 23 novembre. Stay tuned! Add Comment 1. "Visti da vicino": io e Lola Falana 02/08/2011
Avere attraversato le colonne d’Ercole dei quaranta anni ha anche i suoi aspetti positivi. Tralascio le frasi fatte circa il valore dell’esperienza che, convengo, non ricordo con chi (e sì, ecco l’età che chiede dazio), altro non è che la somma dei nostri errori. Aver vissuto significa, senza dubbio, a meno di non essere stiliti o bibliotecari (non quelli addetti al pubblico ma quelli che, negli uffici catalogano, e rimuginano non si sa che cosa) aver incontrato persone. Evito il solito rosario di persone di cui non possiamo fare la conoscenza che vede, come grani necessari, mamma, papà (almeno quello che ci presentano come tale), fratelli (vedi prima), parenti vari,compagni di scuola , amici, fidanzata/o, compagna/o ( termine che,dalla caduta del muro di Berlino non credevo trovasse un uso così frequente), colleghi di lavoro, etc. etc. In questa breve serie di note agostane ciò che mi preme è stilare una lista, incompleta e a puntate, di persone famose che ho incontrato. Una premessa. Questi personaggi li ho frequentati, se così si può dire, non per motivi di lavoro e, tutti, hanno incrociato la loro esistenza con la mia per pochi attimi in maniera assolutamente inconsapevole. E l’inconsapevolezza era sia loro ( fatto normale) che ( elemento più singolare) mia. Inizio con il mio incontro/scontro con Lola Falana ,soubrette che, negli anni settanta ha avuto una certa notorietà televisiva, e che, proprio in quell’epoca, per poco, a Milano, non mi stirava sulle strisce pedonali. Scampai al pericolo con una piccola botta alla gamba sinistra e un bello spavento. La show girl che, a dire il vero non era alla guida ma sedeva a fianco all’autista, dimostrò un senso civico degno di nota fermandosi, scendendo dall’ auto e venendo a sincerarsi delle mie condizioni. Leggo ora sul web che, purtroppo per serie ragioni di salute, si dedica ora a tempo pieno all’attività religiosa. Prestandomi prontamente soccorso questa tendenza, chiamamola “alla buona samaritana” si evidenziò anche in quell’epoca lontana. Ciò che più mi interessa, in chiusura di questa notarella, evidenziare è il comportamento dei passanti che, fino a quando la simpatica artista non venne a vedere come stavo, mi circondavano d’attenzioni. Non appena il nome della ballerina/conduttrice cominciò ad essere sussurrato e poi pronunciato a voce alta dagli astanti con variazioni del tipo “Guarda è Lola Falana”, “La facevo più alta”, “Con chi sta addesso?” io venni abbandonato come uno stilita ( vedi sopra), seduto sulle strisce con la mia bottarella alla gamba. Tutti, ma proprio tutti, giovani, anziani, uomini e donne si misero a fare ressa intorno alla showgirl. L’ Artista mi disse qualcosa che non capii (non conoscevo, all’epoca, l’inglese e sarebbe stupido che io infioretti un dialogo che non ci fu mai)e poi fece il gesto, questo sì internazionale, del pollice in su. Io dissi di si con la testa e la conduttrice/ballerina rientrò, barcollando sui suoi altissimi tacchi, nell’ abitacolo dell’auto e ripartì. Quando il mezzo riprese la sua corsa la gente riprese a interessarsi di me. Ultimo addio ecologico 31/07/2011
Sarà il periodo che sto passando, sarà la mia naturale tendenza alla malinconia, sarà che, come diceva un Vate degli anni ottanta, oggi è un giorno in più che se ne va. Non so. Il fatto è che la mia attenzione di navigatore errante è stata attratta dal contenitore destinato a contenere le nostre spoglie mortali, la bara, voce di origine longobarda, lascito dei barbari alla nostra bella lingua romanza. Insomma, vagando senza meta in Rete incappo nel vero e proprio filone della “bara ecologica”. Ammetto che anche nei momenti più bassi della mia autostima non mi sono mai considerato immondizia e , per proprietà transitiva, non ho mai considerato tale la bara che mi accoglierà, fregandomene bellamente dell’impatto ambientale della stessa. Ora a questa mia vergognosa mancanza vengono in soccorso i produttori di casse da morto (questo sono, inutile girarci intorno) che mi hanno fatto riflettere. Perché escludere, per gretto egoismo, dal virtuoso riciclo anche il nostro ultimo, angusto contenitore? Perché attentare alle foreste di pino e di più preziose essenze quando, ammonisce il Libro della Genesi, “polvere sei e polvere ritornerai”? Dal momento che ho intenzione di scrivere giusto una breve annotazione che permetta, ai lettori maschi, di essere letta senza poggiare una mano sul mouse, allontanandola da dove fin dall’inizio di questa notarella l’hanno, verosimilmente, posizionata, mi limito a segnalare, tra l'altro, il meritorio lavoro della cinese Lunen Handicraft Limited .La ditta informa, sul suo sito, la clientela circa la propria continua attività di ricerca di nuove idee e formule di design e, conseguentemente, propone bare fatte di bamboo, leggere, facilmente decorabili e dalle più diverse sagome, anche a forma di numero otto (per i sosia di Barbapapà, ritengo), tutte rigorosamente biodegradabili. La Creative Coffins offre una varietà di bare fatte di cartone decorate interamente con immagini di bandiere, motivi floreali, sportivi o personali ( spicca un feretro illustrato sub specie di scatola semiaperta di cioccolatini per defunti golosoni). I produttori forniscono una certificazione di ridotto impatto del tuo funerale sull’ambiente. Se le cose stanno così, e non c’è motivo di dubitarne, me ne andrei da questo mondo, dentro uno di questi scatoloni, anche più contento con l’unica speranza che, visto che la bara è di cartone,il mio ultimo viaggio non si svolga sotto la pioggia. Che dire poi della Ecopod che propone bare fatte con giornale riciclato ( con mirata e strategica estensione della produzione di urne cinerarie di cartapesta per ecologisti estremi) o della danese DanCof ( il sito non è ancora tradotto ma il tempo è dalla loro visto l’articolo che trattano e io sono disposto ad aspettare) che produce casse fatte di polpa di carta riciclata, come i contenitori delle uova al supermercato, segnando , questo è il motto aziendale, “la via verde al Paradiso”? D’ora in poi, quando al mattino mi cucinerò due uova e darò una scorsa al giornale, guarderò in modo diverso sia il contenitore che la carta del quotidiano: potrei maneggiare, inconsapevolmente i componenti della mia ultima dimora ecologicamente sostenibile. Pubblicato sul sito della "Scuola Holden" un mio racconto in 140 caratteri (spazi inclusi) 07/07/2011
Trattasi di narrazione di una doppia vedovanza ( l'ultima tragica e legata alla inclemenza della natura) scritta alla maniera di Achille Campanile. Scusa Achille. Ieri a Cagno (CO) il mio racconto "Non pensi che sia carina?" è stato premiato nel corso della serata di chiusura del Concorso Letterario "Note's - Scrivere di Musica". Silvia Sartorio ne ha effettuato un' appassionata lettura che riporto nel filmato di YouTube, qui in basso (consigliato), oppure cliccando qui. Le altre foto della mia premiazione sono qui Chi volesse leggere il testo basta clicchi qui Per i pochi che non conoscessero la canzone che ha ispirato il testo, basta cliccare sul filmato riportato sotto. Un ringraziamento particolare ai Comuni Organizzatori, alla Giuria del Concorso, a Silvia (fine dicitrice) e a Cecilia (l'avverbio che mi hai detto a fine serata sarà per sempre mio). Grazie, sarete per sempre nel mio inquieto cuore. Premiato un mio nuovo racconto 07/06/2011
Si tratta di "Non pensi che sia carina?" che ha avuto una delle due menzioni di merito nel concorso letterario nazionale "Note's - Scrivere di musica". Questa la motivazione del riconoscimento: "Flusso di coscienza scandito dalle note di Stevie Wonder, intenso e delicato tributo al miracolo della vita dove davvero "gioia e dolore hanno il confine incerto nella stagione che illumina il viso". Una manifestazione a cui partecipare. 06/11/2010
![]() Si parla spesso della carenza di iniziative volte a riqualificare le piazze savonesi. Un plauso quindi va tributato agli organizzatori della manifestazione "I love Piazza del Popolo" che oggi e sabato prossimo, 13 novembre 2010, dalle ore 15.00 alle 18.00 hanno organizzato una serie di eventi che potrete legger in dettaglio nella brochure che allego a questo post. Partecipiamo numerosi, incuranti anche del brutto tempo che oggi incombe grigio ma di cui ce ne facciamo un baffo. Viva Piazza del Popolo piena di allegria e bambini,caldarroste e panissa!
Carofiglio: "Le perfezioni provvisorie". 30/10/2010
Ho letto di recente il libro. Non sono rimasto particolarmente colpito dal romanzo che considero una onesta prova di autore. Bari, la nuova Bari è tratteggiata con mestiere, i personaggi sono discretamente definiti, la trama è minima e, forse, un po' approssimativa. Diego De Silva su Cult Book 29/10/2010
Un libro che consiglio a tutti i colleghi avvocati. Come dice De Silva nel video: " Certe cose non accadono solo a Napoli". | |||






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