PAROLE DI PLASTICA

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Un omaggio alla cracking art da Enrico Ruggiero. Il petrolio e i suoi derivati come motore della contemporaneità e del fare artistico
di Donald Datti
Recensione pubblicata su : mentelocale.it
27 MAGGIO 2003
Parole come pesci fuor d'acqua. Parole che perdono la leggerezza del fiato, abdicano alla scioglievolezza del suono e si concretizzano in una concretezza artificiale, nella solidità a poco prezzo della plastica. Questo il procedimento adottato da Enrico Ruggiero nel dare vita alle sue Parole di plastica. Il libro (sedici paginette in veste editoriale essenziale) è un omaggio dichiarato alla cracking art.
Per chi non fosse pratico di cose artistiche, si tratta si un movimento che pone al centro della sua ricerca un elemento che è al tempo stesso simbolo di modernità e memoria stratificata della storia del pianeta: il petrolio, ovvero il demone inquinante, vera e propria dannazione e motore della nostra epoca. La cracking art prende il nome dal procedimento che trasforma il greggio, elemento naturale, in petrolio: questo procedimento si chiama appunto cracking. Il materiale utilizzato da questi artisti è la plastica, derivato del petrolio: la modellano in forme di animali, danno vita a una natura ipotetica da inserire in un contesto urbano, chiudendo in qualche modo il cerchio: dalla natura si torna alla natura attraverso un doppio processo di artificio (quello di raffinazione e la creazione di una "natura morta").
Allo stesso procedimento si rifà Ruggiero con le sue poesie. In questo caso l'artificio è retorico, la ricerca del gioco di parole, la frammentazione a tratti addirittura monosillabica del verso, il progressivo spostamento di senso delle parole. Che diventano a tutti gli effetti di plastica, perdono il loro naturalismo. E anche l'apparente ingenuità di certe soluzioni, un ermetismo a prima vista un po' scolastico, assumono in quest'ottica un valore ben preciso: quello di un oggetto di uso quotidiano. La poesia perde la sua aurea sacrale, viene smitizzata attraverso i procedimenti tipici del fare poetico. E allo stesso tempo una materia povera diventa parte di un procedimento artistico.
In definitiva si tratta di un esperimento interessante, di un tentativo di dare sviluppi alternativi alla cracking art, dell'esplorazione di tangenze e contiguità tra il mondo dell'immagine e quello della parola. In questa ricerca di contaminazione sta il vero senso e valore di queste liriche anti-liriche.
