
Thriller Café ha pubblicato oggi la mia recensione di Drive, il romanzo di James Sallis recentemente riproposto da Nottetempo nella traduzione di Mirko Zilahy.
Un libro breve, secco, tagliente: più vicino al jazz che al thriller tradizionale, più interessato ai silenzi, alla solitudine e alla violenza come destino che ai normali meccanismi della suspense.
Chi conosce soltanto il film con Ryan Gosling troverà nel romanzo qualcosa di diverso: più duro, più scarno, meno romantico. Un noir autentico, essenziale, che corre veloce e lascia lividi.
Se amate il noir esistenziale, sporco e crepuscolare, vi invito a leggere la recensione completa su Thriller Café.
Buona lettura.


