
Confesso che avevo un piano preciso.
Inviare il mio racconto inedito “Nessuno ha visto” al Garfagnana in Giallo 2026, poi aspettare serenamente il verdetto senza pensarci troppo.
Naturalmente è andata esattamente al contrario.
Ho controllato mail, notifiche, social, segnali di fumo e persino le anomale traiettorie del volo dei gabbiani sopra Savona.
Alla fine la notizia è arrivata: “Nessuno ha visto” è tra i finalisti del Garfagnana in Giallo 2026.
Ora, considerando che il festival è dedicato a gangster, investigatori, criminali geniali e personaggi poco raccomandabili, trovo perfettamente appropriato che un racconto intitolato “Nessuno ha visto” sia riuscito a intrufolarsi fino alla finale senza farsi notare.
Per chi ama il noir e il giallo, il Garfagnana in Giallo non è soltanto un concorso: è uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama italiano, capace negli anni di ospitare autori e protagonisti di primo piano del genere.
Essere arrivato fin qui è già una soddisfazione enorme.
Adesso posso tornare a fare quello che fanno tutti gli scrittori quando attendono un risultato importante: fingere assoluta tranquillità mentre aggiornano compulsivamente il telefono ogni tre minuti.
Grazie a chi continua a leggere le mie storie, a sostenermi e, soprattutto, a non chiamare la polizia quando i miei personaggi iniziano a comportarsi in modo sospetto.


