
Ci sono momenti nella vita di uno scrittore in cui bisogna fermarsi, assumere un’espressione seria, guardare lontano e riflettere sul percorso compiuto.
Questo non è uno di quei momenti.
Perché la notizia è che al Toscanaingiallo 2026, a Castiglion Fiorentino, il mio racconto “Fuori fuoco” si è classificato terzo per lo stile.
🥉 Terzo. Per lo stile.
La precisazione è importante.
Non terzo perché conoscevo qualcuno.
Non terzo perché gli altri concorrenti avevano perso il treno.
Non terzo per anzianità.
Terzo premio stile.
Il che, per uno che passa una quantità francamente poco ragionevole di tempo a togliere una virgola per poi rimetterla esattamente nello stesso posto mezz’ora dopo, rappresenta una certa soddisfazione.
La quinta edizione di Toscanaingiallo si è conclusa al Teatro Spina di Castiglion Fiorentino, con autori arrivati da diverse parti d’Italia e una classifica divisa tra premi dedicati alla trama e premi dedicati allo stile. Sul podio dello stile sono saliti Matteo Mancini, Claudio Boccuni e, al terzo posto, il sottoscritto.
Ora, essere premiati per la trama significa probabilmente che si è costruita una storia intelligente.
Essere premiati per lo stile significa invece che, qualunque cosa si sia combinata nella storia, almeno la si è raccontata decentemente.
E io mi accontento.
Anzi, parecchio.
🎨🔪 L’arte di uccidere, letterariamente parlando
Il tema dell’edizione 2026 era particolarmente rassicurante: l’arte.
Naturalmente, trattandosi di un concorso giallo, il risultato è diventato L’arte di uccidere.
L’antologia, pubblicata da Delos Digital e curata da Lucio Nocentini e Luigi Pachì, raccoglie ventisette storie tra giallo, noir, thriller d’arte e altre escursioni in territori nei quali quadri, sculture e bellezza tendono ad avere conseguenze poco salutari per qualcuno.
Dentro c’è anche il mio “Fuori fuoco”.
E qui arriva la parte che mi ha fatto particolarmente piacere.
Presentando i racconti dell’antologia, L’Etruria ha scritto che tra gli autori c’è chi si affida a una «voce narrativa potentissima», indicando proprio il mio racconto e il suo protagonista, un pittore alcolizzato e violento.
Ora, non so se la voce sia davvero potentissima.
Di certo il pittore ha qualche problema.
Ma nel noir, diciamolo, sarebbe piuttosto preoccupante il contrario.
🏆 Un altro piatto da spiegare agli ospiti
Ai premiati sono stati consegnati i caratteristici piatti premio realizzati da Lucio Nocentini.
Questo pone finalmente fine a una questione che tormenta ogni scrittore:
«Ma con i premi letterari si mangia?»
A Castiglion Fiorentino, almeno, ci si porta avanti con le stoviglie. 🍽️
E poiché alla cerimonia è seguita anche una cena al Borgo Santa Lucia, possiamo affermare che l’organizzazione aveva affrontato il problema in maniera scientifica.
😎 E poi c’è Ruggero da Savona
La rete, come sempre, aggiunge qualcosa alla gloria letteraria.
Nel resoconto della premiazione pubblicato online, tra gli scrittori arrivati da tutta Italia compare infatti un certo:
«Ruggero da Savona».
Sono quasi certamente io.
Dopo Enrico Ruggiero, scrittore noir, sta quindi nascendo Ruggero da Savona, figura misteriosa che potrebbe tranquillamente essere un investigatore medievale, un capitano di ventura o il proprietario di una trattoria specializzata in farinata.
Sto valutando se modificare il sito.
🖤 Battute a parte
Il terzo posto a Toscanaingiallo mi fa davvero piacere.
Perché arriva in un concorso che raccoglie autori diversi, perché il racconto è stato pubblicato in un’antologia importante e, soprattutto, perché riguarda proprio lo stile.
La trama si può progettare, smontare, correggere.
Ma lo stile è qualcosa di più difficile da misurare: è il modo in cui scegliamo di guardare una scena, di far parlare un personaggio, di decidere cosa mostrare e cosa lasciare nell’ombra.
Per questo essere arrivato sul podio proprio lì ha per me un significato particolare.
E quindi grazie a Lucio Nocentini e Luigi Pachì, alla giuria, agli organizzatori, a Castiglion Fiorentino, a Delos Digital e a tutti gli autori con cui ho condiviso questa edizione.
Complimenti naturalmente a Matteo Mancini, primo premio stile, e a Claudio Boccuni, secondo.
Io mi sistemo tranquillamente sul terzo gradino.
Da lì la vista è ottima.
E soprattutto non soffro di vertigini.
🥉🖤
Enrico Ruggiero
(per alcune testate, Ruggero da Savona)


